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Morgan Stanley positiva sul mercato di Shanghai. Ma…

Morgan Stanley, in un recente studio, ritiene che la possibilità di un nuovo rialzo nel mercato di Shanghai sia abbastanza elevata. Il motivo, sempre secondo la Banca d’Affari americana, e’ dovuto al fatto che la Cina possa essere in grado di gestire il proprio debito pubblico ed evitare, così, una crisi finanziaria sistemica. Questa visione positiva e’ anche basata sulla capacità presunta della Cina di riuscire a ri-bilanciare la proprie economia e promuovere riforme strutturali in modo da raggiungere l’obiettivo prefissato, per il 2027: divenire un paese a reddito medio alto. L’alto livello di debito e la solida posizione dei propri assets, dovrebbe essere sufficiente a evitare gli shock finanziari. Morgan Stanley ritiene che il mercato azionario A (titoli trattati in Cina e riservati soltanto ad investitori locale, con qualche eccezione, per esempio QFII), potrebbe entrare in una fase di rialzo, dovuta alla rotazione di fondi che, dal settore immobiliare e obbligazionario, potrebbero riversarsi nel settore azionario. La banca prevede che l’indice azionario di Shanghai possa arrivare a 4,000 punti.

La Banca Centrale Cinese (PBoC) ha adottato una politica di tassi al ribasso fin dal 2014. Quando una qualsiasi banca centrale abbassa i tassi, gli investimenti tendono ad aumentare. Quindi, l’obiettivo di bi-rilanciare l’economia non può essere raggiunto facilmente con una politica monetaria ribassista.

Ritengo, quindi, che il ri-bilanciamente dell’economia cinese non si stia realizzando in modo sufficientemente veloce. Lo scorso anno, abbiamo con i miei colleghi, condotto uno studio e varie analisi di possibili scenari di crescita, concludendo che la Cina abbia bisogno di parecchi decenni prima di raggiungere un vero ribilanciamento. Il nostro studio è stato scritto per il China Policy Institute ed e’ disponibile in questo.

E’ molto difficile prevedere se tutto ciò avrà un impatto sul mercato azionario, dal momento che la performance del mercato A, e’ disconnessa dall’economia reale. Sappiamo che ogni 7-8 anni, il mercato ha un’impennata verso quota 5000-6000, come accadde nel 2007 e nel 2015, e poi va giù a piombo su livelli intorno ai 2000-2500 punti. Questa è la storia e forse ci sarà da aspettare un po’ di piu’ ancora, prima di vedere un nuovo bull-market.

 

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