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Regole per la raccolta fondi in Cina: poca chiarezza, ma anche molti vantaggi

La Commissione di controllo e gestione del mercato finanziario cinese (CSRC) sta invitando gli operatori del settore ad inviare suggerimenti e nuove proposte al fine di varare nuove regole sulle procedure di raccolta di fondi da parte di fondi d’investimento privati; fondi che, in passato, sono stati utilizzati come veicoli per trasferire denaro nel settore dello ‘Shadow Banking”, o sistema bancario ombra.

Ad oggi, la regolamentazione piu’ recente che governa tale raccolta di fondi risale al 2014. A quel tempo, tali regole non erano particolarmente restrittive e la raccolta di capitale e’ sempre stata condotta in modo un po’ ‘informale’. Per esempio, anche investitori che disponevano di scarsa liquidità venivano accettati dai fondi privati d’investimento. Come c’era da aspettarsi, tale ambiguità regolamentare ha portato ad una forte crescita del settore. Alla fine di gennaio 2017, in Cina vi erano 18.048 società di gestione di capitale private, con 10,9 mila miliardi di yuan in gestione (circa 1,600 miliardi di dollari – mille e seicento miliardi di dollari), raccolti attraverso 47.523 fondi d’investimento.

Diversamente dai fondi comuni d’investimento, i fondi d’investimento privati sono soggetti a restrizioni minori e minore trasparenza nella reportistica. L’espansione di tale settore e’ stata accompagnata da vari problemi, compresi aggiotaggio, crimini per i quali alcuni gestori di fondi sono stati puniti.

Le nuove regole che verranno compilate dopo aver ricevuto ed analizzato i commenti degli operatori di settore riguarderanno tutte le tipologie di fondi privati, compresi quelli che investiranno nel mercato azionario come pure i venture capital. Investitori privati e non, non potranno avere una leva superiore al 50%.

IL MIO COMMENTO

Spesso, gli economisti e gli operatori di borsa criticano la mancanza di regole precise, specialmente per operazioni riguardanti titoli trattati in borsa. Ricordo come a Londra anche scherzando, si diceva “meglio una cattiva notizia, che una notizia poco chiara”.

Tuttavia, ritengo che anche situazioni di poca chiarezza possano nascondere dei benefici.  Nel caso specifico di cui sopra, le nuove regole che verranno redatte dopo che la commissione di controllo avrà’ ricevuto commenti e suggerimenti, potranno trarre beneficio ed incorporare i dati che provengono dal mercato stesso – per esempio, il tasso di crescita del settore, come misura delle dinamiche di mercato. Mercato che opera in quella zona grigia tra ciò che è concesso e ciò che non lo e’.

Spesso la risposta che danno i mercati e’ usato come input per alterare le regole del gioco. Dico sempre che la risposta dei mercati si trova in quell’area grigia tra cio’ che e’ legale adesso e ciò che diventerà’ legale domani. Quindi, e’ come se fosse il mercato a guidare le scelte degli enti regolatori. Questa non e’ un’ipotesi peregrina. In effetti, la Commissione di controllo cinese e’ alla ricerca proprio di input da parte degli operatori del mercato, operatori che, oltre a riempire i moduli ufficiali in risposta a tali richieste, inviano quotidianamente – attraverso il loro comportamento -segnali precisi alla CSRC. Niente di nuovo sotto il cielo di Pechino, un altro esempio tipico di ““Crossing the river by feeling the stones” 摸着石头过河.

In questo caso, la sponda opposta del fiume e’ costituita dalle nuove regole sulla raccolta di capitali da parte di fondi di investimento privati e le rocce sono i vari indicatori, come ad esempio il tasso di crescita del settore, i rapporti di liquidità e ricchezza minimi necessari che gli investitori devono soddisfare, il tasso di bancarotte, e altre metriche di successo o fallimento. Soltanto allora può’ la Commissione rispondere. Prima ancora di Deng Xiaoping, filosofi, cantanti ed altri hanno detto “Non possiamo cambiare il vento, ma possiamo sistemare le vele”

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