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UK-UE: Cominciano le danze su accordi commerciali

Il Financial Times oggi commenta il difficile inizio, o ripresa, dei negoziati tra UK e Unione Europea in previsione del Brexit, in questo articolo.

I miei commenti:

  1. L’Unione Europea deve fermarsi a riflettere sui propri errori del passato
  2. L’Unione ha surplus commerciale merci di 94 miliardi di sterline, attenzione a chiudere la porta per ripicca
  3. Ma, UK ha un surplus commerciale nei servizi di 28 miliardi di sterline, quindi un’arma negoziale a nostro favore, spesso dimentica
  4. Nella negoziazione entrambi vanno discussi insieme in modo che entrambe le parti possono focalizzarsi su ciò che a loro interessa altrimenti sarà difficile venirne fuori
  5. Inserire una “Rule of Origin” che permette al Regno Unito di fare tutti gli accordi di libero scambio che ritiene opportuni, per esempio con USA, senza che ciò abbia un impatto sull’accordo con EU
  6. Per quanto riguarda l’Italia, il piano promozionale ICE andrebbe rimodulato, nel valore e nel tipo di attività per mitigare potenziali attriti nel commercio, anche se il mio ottimismo e razionalità mi porta ad immaginare ad uno scenario con dazi minimi e controlli alle dogane non drammaticamente diversi da oggi

Senza mezzi termini, l’autore, Wolfang Munchau, accusa la leadership Europea non aver saputo negoziare con la May e, cosa ancora più grave, aver ‘tifato’ contro Brexit, prendendo la parte, in sostanza di un governo che era, e sarà, all’opposizione per i prossimi 5 anni. Johnson, invece, sarà Primo Ministro anche quando tutti gli attuali Commissari UE saranno già a casa.

If EU leaders had any strategic sense, they would now pause for a minute to decide exactly what they want from a new bilateral relationship with the UK.

La frase più significativa e’ riportata qua: un invito ai leader UE di fermarsi un attimo a riflettere e decidere bene cosa fare. Fermarsi e riflettere non e’ stato l’atteggiamento dei leader UE, ancora meno nel dossier Brexit, dove invece i toni di molti sono stati quasi vendicativi nei confronti del Regno Unito, colpevole di aver chiesto ai propri cittadini i quali, a torto o ragione, hanno deciso. Ma, così come fu in Grecia, a Bruxelles la democrazia piace solo quando da i risultati da loro desiderati. Credo anche nei confronti dell’Italia si faceva un invito agli elettori Italiani a imparare a votare meglio la prossima volta. Ah, i liberali!

Il quadro commerciale tra UE e UK e’ abbastanza complesso, ma offre un’immagine simmetrica quando si guarda il surplus merci ed il surplus servizi.

Per motivi storici, e per pigrizia analitica, si e’ sempre spesso e solo parlato di surplus/deficit nel settore merci. Qua, l’Unione Europea deve stare molto attenta perché gode di un surplus di 94 miliardi di sterline nei confronti del Regno Unito. L’Italia è il quarto paese a godere di un surplus elevato di 9 miliardi di sterline, dietro Germania, e gli ovvi Olanda e Belgio, ma davanti la Francia. Senza entrare nel merito sul valore vero o presunto di avere un surplus piuttosto che un deficit, questi sono numeri importanti che vanno preservati.

Tuttavia, se guardiamo anche al settore dei servizi, la situazione si capovolge, con un surplus a favore del Regno Unito pari a 24 miliardi di sterline, di cui 9 con la Germania, 10 con l’Olanda, 7 con la Spagna e poco meno di 4 miliardi con l’Italia. In pratica, il Regno Unito compensa con l’esportazione di servizi il deficit sulle merci.

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