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Prof. Geraci su BBC World: “Quando l’UE vuole dimostrare il suo valore, deve fare qualcosa che i paesi da soli non possono fare da soli

BBC – Fergus Nicoll: Si teme che questa crisi possa costituire una minaccia esistenziale per l’UE. Ho chiesto all’economista con sede a Roma Michele Geraci, fino a poco tempo fa sottosegretario allo Sviluppo economico nel governo di Conte se questo pacchetto di stimolo dell’UE fosse la risposta alla paura

Prof. Geraci: Non la penso così. Concordo con il signor Conte sul fatto che questo è il momento in cui l’UE deve dimostrare la sua efficacia, ma sfortunatamente ciò che è accaduto ieri all’Eurogruppo dimostra in realtà il contrario. Innanzi tutto, la mancanza di velocità con cui l’UE collabora mentre oggi abbiamo bisogno di misure immediate; abbiamo già discusso per tre settimane. Passando alla sostanza, questo accordo in realtà non porta denaro ai lavoratori italiani o alle aziende italiane che non sia solo un semplice prestito, cosa che i paesi possono fare da soli senza il bisogno dell’UE. Quando l’UE vuole dimostrare il suo valore, deve fare qualcosa che senza di essa non potrebbe essere fatto; e nel pacchetto di ieri non c’è nulla che i singoli governi, le singole banche non possano fare da soli.

BBC – Fergus Nicoll: Che genere di cose sarebbe una proposta unica?

Prof. Geraci: sarebbero stati gli Eurobond. Abbiamo parlato di solidarietà, e sì, avrebbe significato che paesi più forti avrebbero dovuto sovvenzionare paesi più deboli; e quando dico più fort e più deboli, intendo sia economicamente che anche in base alla gravita’ dal virus. Questa è davvero l’unica cosa che l’UE avrebbe potuto fare

BBC – Fergus Nicoll: Spiega agli ascoltatori, Michele che potrebbero non capire il concetto dei CoronaBonds, che differenza avrebbero fatto?

Prof. Geraci: I CoronaBonds sarebbero stati un bond emesso a livello dell’Eurozona, garantito, diciamo congiuntamente, da tutti i paesi membri, non dai singoli paesi. E poiché in Europa abbiamo paesi che hanno un migliore accesso ai mercati finanziari, diciamo come la Germania, che pagano un costo di indebitamento inferiore, e paesi come l’Italia la Grecia che pagano un costo più elevato, se i paesi si finanziassero individualmente, l’Italia dovrà finanziarsi a tassi più alti, mentre la Germania può farlo a un tasso inferiore. Tuttavia, con il Coronabond, mettendo insieme tutte queste risorse, l’Italia e la Germania avrebbero emesso insieme un’obbligazione a un costo che sarebbe stato a metà strada tra i due. Ciò significa che la Germania e l’Olanda (ed altri) avrebbero probabilmente finanziato e sovvenzionato il debito italiano (e degli altri deboli). Ma ovviamente, per farlo, devi prima sviluppare un senso di solidarietà tra le persone, cosa che ancora non esiste.

L’altra cosa importante di cui non parliamo abbastanza è cosa facciamo con i soldi. Perché abbiamo solo metà dell’equazione sul piatto: di quanto ci si finanzia, da dove e chi mette i soldi. Ma molto poco è stato detto su cosa fare con i soldi. E questa è davvero la cosa importante. Abbiamo bisogno di un piano industriale e di un piano di sviluppo per salvare cittadini, lavoratori autonomi, aziende e non abbiamo nulla di tutto ciò, almeno non in Italia. Pertanto, capisco la riluttanza dei paesi del Nord Europa a dire “beh saremmo probabilmente felici di sovvenzionarti, ma devi dirci esattamente cosa farai con i soldi”. E noi in Italia, non siamo riusciti a mettere sul tavolo un piano di investimenti credibile.

BBC – Fergus Nicoll: Sembra una tragedia però che coloro che si oppongono ai Coronabonds, per esempio, usano parole come il ricatto e mi chiedo cosa pensi se la capacità collettiva di fare del bene reciprocamente sia sconfitta dal nazionalismo

Prof. Geraci: Lo è! E il paradosso soo le spinte nazionaliste che emergono nei vari paesi. Per esempio, l’Olanda, un paese amico dell’Italia, ovviamente: il governo olandese non è un nazionalista, ma non può razionalmente dare il via a sovvenzioni a quelli che vengono percepito paesi dell’Europa meridionale con una disciplina fiscale meno efficace, perché ciò darebbe voci al loro interno, diciamo partiti nazionalisti populisti. Quindi, il paradosso è che il governo olandese deve proteggere il proprio interesse olandese (e comportarsi da nazionalista anche se non lo e’). Se posso fare un’analogia, è come sull’aereo, quando c’è una depressurizzazione, le persone devono prima indossare le proprie maschere e poi aiutare le altre persone. Ed è esattamente così che dovrebbero funzionare i governi

BBC – Fergus Nicoll: Grazie a Michele Geraci, che parla da Rom

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