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Cina: crescita del rapporto debito/PIL indica crisi sistemica?

Dobbiamo preoccuparci del crescente rapporto debito/Pil in Cina? Una eventuale crisi finanziaria in Cina potrebbe avere effetti negativi sul resto delle economie mondiali? Non credo: la Cina ha i mezzi per controllare la propria economia, in fondo non è un’economia di mercato, ma dove il governo, formato da esperti sa come gestire le crisi. Flessibilità e velocità di esecuzione sono le due caretteristiche che noi in occidente dovremmo invidiare.

L’Europa si divide cercando di arginare l’avanzata cinese

Mentre l’Europa cerca una soluzione per arginare l’avanzata cinese, Berlino consolida le sue relazione speciali con il dragone.
L’Europa sembra cerca antidoti per contrastare l’avanzare della Cina. Ho già accennato ai rischi del settore manifatturiero europeo. Nel frattempo Macron spinge perchè l’Europa adotti misure protezionistiche che frenino le acquisizioni cinesi di aziende francesi. Recentemente, anche la Germania e l’Italia sembrano premere affinché l’Europa alzi delle barriere. La strategia cinese del “divide et impera” verso l’Unione Europea sta producendo alcune crepe tra i paesi Europei e non sarà facile trovare un consenso per interessi non allineati e forze molto diverse. Ora, mentre Macron sceglie tra numero due europeo o il primo alleato USA, la Germania annuncia di volere consolidare i propri rapporti commerciali con la Cina, in modo bilaterale, scavalcando, appunto Bruxelles.

Modello cinese: una possibilità per l’Africa

Stando alle notizie di diversi mezzi d’informazione, la Cina sembra aver abbandonato la tradizionale politica di non ingerenza negli affari interni degli altri Paesi, che ha contraddistinto la sua politica estera per lunghi anni. La differenza di approccio emergerebbe della sua azione politico-economica in Africa, che ad oggi vanta investimenti diretti pari a 170 miliardi di dollari.

G7: i migranti portano benefici economici o no?

Tra i temi affrontati al G7 di Taormina, il problema del flusso di migranti verso l’Europa non ha ricevuto quell’attenzione particolare che Gentiloni avrebbe sperato: il comunicato ufficiale e le dichiarazioni alla stampa dei vari leader, tra cui Macron, hanno, da un lato, enfatizzato la necessità di una risposta coordinata a livello internazionale; ma, dall’altro, il G7 ha chiaramente ribadito il principio che ogni paese sovrano mantiene il diritto di controllare i propri confini come ritiene opportuno.

A Brussels cominciano a giocare con i prodotti derivati

Il Financial Time riporta che la Commissione Europea ha intenzione di lanciar un nuovo tipo di obbligazione governativa, mettendo insieme obbligazioni di vari paesi dell’area Euro in una nuova prodotto finanziario. Secondo me, questa è iniziativa pericolosissima. In primis, creerebbe delle distorsioni nel mercato obbligazionario e non, creando un flusso di capitali verso i paesi con economie più deboli, esattamente come è successo con la creazione dell’euro e la convergenza dei tassi d’interesse. In secondo luogo, l’aggregazione di vari tipi di obbligazioni, ciascuna con un proprio livello di rischio, in un prodotto unificato è stata la causa principale della crisi finanziaria del 2008.

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