fbpx

ISPI: The World in 2019

Il Mondo nel 2019: Il report annuale dell’ISPI, che traccia i temi più importanti del 2019. La ritengo una buona lettura, da affrontare con il giusto spirito critico. Non tutti i temi e le conclusioni mi trovano d’accordo, ma un’ottima lettura, su temi che vanno dalle prossime elezioni Europee, alle tensioni tra Stati Uniti e Cina ed il ruolo che l’Europa e l’Italia possono giocare per toccare temi legati alla crisi del medio oriente ed Africa.

Trump e il protezionismo

Trump fa bene a flirtare con il protezionismo. Tuttavia, Trump non è un protezionista, piuttosto mira a proteggere alcuni settori industriali e solo per un periodo limitato nel tempo. E l’Italia? Ieri Calenda rispondeva a Salvini dicendo: “ma la politica commerciale si fa a Bruxelles, noi come paese non possiamo far nulla”. Vera la prima parte della frase, ma non la seconda.

Cina: Italia puo’ giocare il ruolo di ‘partner speciale’ nella Ue

ll presidente della repubblica italiana si trova in Cina per una visita ufficiale. Questa visita di stato avviene in un momento particolare sia per la Cina che per l’Italia: i due paesi stanno sempre più forgiando rapporti commerciali in un contesto di rispetto reciproco e di interessi comuni ed il commercio tra i due paesi mostra segni di miglioramento con il deficit italiano in leggero calo. Gli investimenti di capitale degli ultimi anni (Pirelli/ChemChina) hanno contribuito a migliorare l’immagine che la comunità d’affari italiana ha della Cina.

Geraci: “L’Unione Europea proprio non riesce a capire come interagire con la Cina

Il Minsitro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha chiarito che la China ha sempre sostenuto l’integrazione Europea. Per comprendere le ragioni per le quali la Cina si prodiga nel aanunciare pubblicamente il proprio sostegno all’Unione, bisogna tenere presente che la Cina usa ciascuno ed ognuno dei 28 paesi dell’Unione come potenziale porto d’ingresso in Europa. Quello che l’Unione percepisce come forza – la propria unità – in realtà è un fattore di debolezza, perché la Cina adotta una politica di Divide et Impera, con 28 Cavalli di Troia a disposizione.