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L’Europa si divide anche su come gestire investimenti esteri

Il presidente francese, Macron, non è riuscito a convincere gli altri membri della UE ad introdurre delle barriere agli investimenti stranieri – cinesi in particolare – verso aziende europee. A conferma che, in Europa risulta spesso molto problematico adottare una politica comune che rispecchi gli interessi dei 28 paesi. La frattura è nata tra chi vorrebbe limitare gli investimenti dalla Cina e chi invece no.

Cina: Italia puo’ giocare il ruolo di ‘partner speciale’ nella Ue

ll presidente della repubblica italiana si trova in Cina per una visita ufficiale. Questa visita di stato avviene in un momento particolare sia per la Cina che per l’Italia: i due paesi stanno sempre più forgiando rapporti commerciali in un contesto di rispetto reciproco e di interessi comuni ed il commercio tra i due paesi mostra segni di miglioramento con il deficit italiano in leggero calo. Gli investimenti di capitale degli ultimi anni (Pirelli/ChemChina) hanno contribuito a migliorare l’immagine che la comunità d’affari italiana ha della Cina.

Geraci: “L’Unione Europea proprio non riesce a capire come interagire con la Cina

Il Minsitro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha chiarito che la China ha sempre sostenuto l’integrazione Europea. Per comprendere le ragioni per le quali la Cina si prodiga nel aanunciare pubblicamente il proprio sostegno all’Unione, bisogna tenere presente che la Cina usa ciascuno ed ognuno dei 28 paesi dell’Unione come potenziale porto d’ingresso in Europa. Quello che l’Unione percepisce come forza – la propria unità – in realtà è un fattore di debolezza, perché la Cina adotta una politica di Divide et Impera, con 28 Cavalli di Troia a disposizione.