Global Supply Chain e Virus: che fare?

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Un interessante articolo su come ri-organizzare la Global Supply Chain nell’era del Corona Virus. Che lezioni imparare?


1) All’inizio si e’ diffusa l’idea di non dipendere troppo dalla Cina per la manifattura di vari prodotti, nel caso di una crisi di produzione proprio in Cina, cosi come sembrava a gennaio.


2) Poi ci si e’ accorti che il virus non era limitato solo in Cina e che anche la nostra supply e domanda interna stavano entrando in crisi, in aggiunta alla mancanza di componenti dalla Cina


3) Allora di pensa al re-shoring, cioè riportare la produzione a casa. Cosa non semplice ma anche economicamente difficile dato gli alti costi di produzione nostrani comparati con Cina


4) Ma c’e’ anche chi dice che il divario dei costi si sta chiudendo sia per l’aumento della mano d’opera in Cina, sia per differenza nella produttività. Forse si, ma …


5) Proprio l’aumento dei costi del lavoro in Cina, sta ri-allargando il mercato del manifatturiero ad altre zone, dal Viet Nam al resto del sud-est asiatico, con un possibile ritorno ad un differenziale costi elevato


6) Ah, ci sarebbe anche l’Africa con due miliardi di persone tra qualche anno, pronta a prendersi una quota del manifatturiero..
Che fare allora ?

Scenario Possibile: Non una diminuzione della globalizzazione come si suppone, ANZI, una globalizzazione anche più estesa, ma più diffusa su varie geografie, limitando la dipendenza da un singolo supplier (la Cina, per esempio). ..Una sorta di New Hedged Globalization

Articolo completo da Foreign Affairs

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