Il governo Draghi e le relazioni UE-Cina, qual è la verità?

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Ieri il Financial Times ha pubblicato un articolo sul Governo Draghi con focus sulle relazioni tra Italia, UE, Cina e USA. Sono citato in vari paragrafi e, anche se i virgolettati sono corretti, approfitto del maggiore spazio qua per meglio articolare il mio pensiero.

NOTA BENE

L’articolo originale è disponibile sul sito di Financial Times – ft.com 

Fonte: Financial Times

1) Io non credo il governo attuale (Draghi) abbia attuato una svolta geopolitica pro USA o pro Atlantista rispetto alla posizione del Governo Conte I, di cui ero parte. Anche allora, come abbiamo ripetuto quasi giornalmente, l’Italia era ben salda all’interno dell’Alleanza Atlantica, all’interno della UE e non c’era nessuna intenzione di un cambiamento della posizione geopolitica del nostro paese. E’ stata una storia costruita da alcuni media, a volte in modo strumentale. Se ve lo dico io, dovete crederci: it’s the end of the line, here!

2) Ma capisco e sono d’accordo con il Presidente del Consiglio Draghi che, proprio a causa di tale narrazione distorta che ha ereditato, sia necessario fare uno sforzo mediatico ulteriore per chiarire ed enfatizzare ancora una volta, cosi come facevamo noi, la nostra posizione geopolitica.

3) Queste manifestazioni di amicizia con gli USA si possono manifestare in vari modi. Nell’articolo, mi riferisco all’uso del Golden Power per bloccare l’acquisizione di LPE, società di semiconduttori, da parte di una società cinese. Ma, perché dico che questi sono solo segnali ma non di più? perché bloccare la vendita di LPE in nessun modo protegge il nostro paese dal rischio di acquisizioni predatorie in un settore strategico da parte di aziende straniere (in questo caso cinesi). La battaglia per la supremazia dei semiconduttori, settore altamente strategico, si gioca sui 7, 5 e 3 nanometri, non sui prodotti di LPE. Quindi gran fanfare mediatico “L’Italia sta con gli USA, non con la Cina”, ma la sostanza è ben altra. Anzi attenzione a non cadere nel tranello di illudersi con questo tipo di azioni proteggiamo veramente quello che va invece protetto.

Fonte: Financial Times

4) L’accordo MoU con la Cina, è stato un accordo commerciale, non geopolitico, mirato ad incrementare gli scambi commerciali e gli investimenti. E’ stato approvato da tutto il governo con il placet del PdR Mattarella. Credo che nessuno possa nutrire dubbi sulla visione del nostro Presidente circa il collocamento dell’Italia nello scacchiere internazionale. Quindi, se non credete me, abbiate almeno fiducia nel nostro Presidente.

5) Infine, dal momento che l’accordo è stato firmato, tanto vale farne il miglior uso possibile. Purtroppo, da due anni, tutto è fermo, in parte per la pandemia, in parte per la mancanza di interesse o, forse, coraggio da parte di chi dovrebbe, invece, fare gli interessi delle nostre aziende, e non delle aziende degli altri paesi. Esattamente come fanno i nostri amici, tedeschi, francesi e Americani che, oltre a fare affari a fior di miliardi, fanno anche loro accordi con la Cina. Noi, invece: immobili, surgelati dalla paura.

E chi pagherà per questo immobilismo, indecisione e mancanza di visione e coraggio, saranno i nostri giovani, i nostri lavoratori e le nostre aziende.

APPROFONDIMENTI E FONTI

  • Mario Draghi sets tone in cooling EU-China relations – ft.com 

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