Floridi: legislazione europea sul piano dell’Intelligenza Artificiale

ULTIMI POST

Alcune leggi europee sull’intelligenza artificiale (IA) erano previste almeno dal 16 luglio 2019. In quella data, Ursula von der Leyen aveva promesso che, entro 100 giorni dalla sua elezione a Presidente della Commissione europea, avrebbe proposto una nuova legislazione sull’IA.

NOTA BENE

Questo testo è un’estratto dell’articolo completo di Luciano Floridi sul sito di Springer Nature – springernature.com 

Il gruppo di esperti di alto livello sull’IA (HLEG, di cui ero membro), organizzato dalla Commissione europea, ha pubblicato solo di recente le sue linee guida etiche per l’IA affidabile (HLEGAI, 2019) e le sue raccomandazioni in materia di politica e investimenti per l’IA affidabile (HLEGAI, 2019). Sembrava evidente che il passo successivo sarebbe stata la traduzione di tali linee guida e raccomandazioni in un quadro giuridico (Floridi, 2019a). Tuttavia, il lavoro svolto dall’HLEG aveva anche dimostrato che la strada da percorrere sarebbe stata lunga e laboriosa. Ho pensato che ci sarebbe voluto almeno un anno, non tre mesi. Ero ottimista. Il 19 febbraio 2020 la Commissione ha pubblicato il Libro bianco sull’approccio europeo all’AI-A per l’eccellenza e la fiducia (Commissione europea, 2020). Il documento delineava un approccio all’IA basato sul rischio e politiche per promuovere l’adozione di tale tecnologia. Ma, nel frattempo, la pandemia del COVID-19 aveva cominciato a diffondersi, con i suoi effetti letali e le sue immense perturbazioni. Nonostante ciò, il 21 aprile 2021, la Commissione europea ha pubblicato la proposta del nuovo Act dell’UE sull’intelligenza artificiale (d’ora in poi AIA), o, per usare il suo nome completo, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme armonizzate sull’intelligenza artificiale (legge sull’intelligenza artificiale) e modifica alcuni atti legislativi dell’Unione (legge sull’intelligenza artificiale 21, 2021).
Secondo il sito web del Garante europeo della protezione dei dati, l’AIA è “la prima iniziativa, a livello mondiale, che fornisce un quadro giuridico per l’intelligenza artificiale (IA) indipendentemente dal fatto che questo possa essere vero (si veda, ad esempio, il National AI Initiative Act degli Stati Uniti, che è diventato legge il 1º gennaio 2021), l’AIA è una delle misure di regolamentazione più influenti adottate finora a livello internazionale. Nel complesso, è un buon punto di partenza per garantire che lo sviluppo dell’IA nell’UE sia eticamente valido, legalmente accettabile, socialmente equo e sostenibile dal punto di vista ambientale, con una visione dell’IA che cerca di sostenere l’economia, la società e l’ambiente. Non si tratta di una piccola ambizione, che richiederà tempo e sforzi per giungere a un testo finale che possa avvicinarsi alla sua realizzazione. Tuttavia, l’ambizione, come l’impegno di von der Leyen, rimane sostanzialmente ragionevole perché l’UE è nella posizione ideale per realizzare tale quadro normativo. Naturalmente, gli aspetti tecnici e giuridici dell’AIA evolveranno man mano che la proposta sarà sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea, vale a dire al legislatore dell’UE, per un ulteriore esame e discussione. Si tratta di una proposta, e potrebbe volerci un paio di anni prima che sia finalizzata e diventi vincolante (il processo ha richiesto 4 anni per il GDPR (General Data Protection Regulation 27, 2016), seguito da un periodo di attuazione di 2 anni). Tuttavia, la filosofia di fondo è lodevole, nonostante alcune limitazioni. In quanto segue, sottolineerò alcuni aspetti fondamentali che sembrano essere più significativi. Solo un’ultima precisazione: ci sono già molti brevi riassunti della legislazione proposta, e non ne fornirò un’altra qui. Né mi soffermerò su alcune evidenti carenze già individuate da molti, dalla definizione di AI (sempre un problema per chiunque si avvicini al soggetto, (Floridi, prossimo #32)), alla più o meno completa e loop-santo elenco di AI usi o tecnologie che dovrebbero essere vietati. Ciò che mi interessa analizzare è la filosofia alla base della proposta.

APPROFONDIMENTI E FONTI

Trovi l’articolo completo: “Mario Draghi sets tone in cooling EU-China relations” di Luciano Floridi sul sito: springernature.com 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

I PIÙ LETTI

Italia-Cina: si può uscire dal Memorandum? Conviene all’Italia?

 Durante un'intervista radiofonica su Radio inBlu ho avuto modo di rispondere alcune domande sul Memorandum Italia-Cina.  1) Si può uscire dal Memorandum? 2) Conviene uscirne? 3) Cosa...

MORE FROM THIS TOPIC