Green Pass in Italia, politiche invasive e meno certezze

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Vi ricordate quando un’anno fa avevo detto: dobbiamo fare coma la Cina: Lockdown ferreo, uso delle app e tamponi praticamente molto estesi e ci siamo lamentati, perché abbiamo detto no, loro sono il Partito Comunista, regime, non c’è democrazia, noi non possiamo fare questo. E cosa stiamo facendo noi?
Stiamo facendo addirittura più di quello che ha fatto la Cina per bloccare il virus.

Ieri per esempio sentivo in tv l’amico Capezzone dire che stiamo addirittura diventando come la Cina, nel senso che stiamo imponendo ai cittadini una delle politiche ferree e io dico no caro Daniele, attenzione, noi non stiamo diventando come la Cina, noi stiamo facendo molto di più, stiamo attuando delle politiche molto più ferree, perché in Cina non esiste l’obbligo del vaccino da noi in pratica lo stiamo imponendo.

Il Green Pass in Cina funziona con le app soltanto, oppure con dei tamponi quando ci sono degli eventi per esempio di governo, delle conferenze dove in aggiunta al tracciamento delle app si fa il tampone. Ma non c’é nessun obbligo di vaccino, quindi voglio che sia chiaro a tutti, noi stiamo facendo molto di piú obbligando anche attraverso una politica di costi che non dico impone, ma comunque incentiva piú i vaccini che i tamponi, senza tener conto che il vaccino per quanto abbia una sua efficacia, non garantisce l’impossibilità del contagio cosa che invece il tampone negativo, mi dicono i virologi, io non sono virologo dà una maggiore certezza che insomma, se uno ha il tampone negativo è chiaro che non può andare a contagiare chi invece ha il vaccino, non é al 100% quindi noi facciamo una politica più invasiva, non come la Cina, di più della Cina che non da le certezze che invece danno le politiche meno invasive come quelle del tampone e delle app che insieme danno una probabilità minore di contagio e quindi un’informazione maggiore alla faccia della nostra democrazia.

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